È una poesia che sembra avere per
oggetto l’ordine impartito al creato. In realtà al poeta interessa soprattutto
il momento in cui compare l’uomo che, con la sua azione sconsiderata, distrugge
l’armonia del mondo.
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In origine
le erbe e le foreste
infestavano la
terra,
e gli animali tutti
vivevano
in completa promiscuità.
Il Demiurgo allora
vi pose ordine:
collocò le erbe nei prati,
il frumento nei campi,
le piante nei boschi,
i pesci nell’acqua,
gli uccelli nel cielo,
....e poi creò l’uomo.
E l’uomo,
zelante nel suo lavoro,
tagliò le erbe,
sventrò la terra,
abbattè le foreste,
prosciugò le acque,
sterminò gli
uccelli.
Fu così
che sulla terra,
regnarono in perpetuo
il deserto e il silenzio:
l’uomo aveva assolto
la sua missione!
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Metrica: Quattro strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È fortemente ironico e
costituisce un ossimoro.
v.1-6: Questa strofa ricrea le
condizioni di estrema confusione della terra
primordiale con vocaboli che ne evidenziano il caos, come infestavano che allude alle erbe
inutili e dannose, e promiscuità, che
sottolinea la vita in comune di animali
molto diversi tra loro per razza e specie.
v.7-14: Si mette qui in evidenza
il grande lavoro del Demiurgo che,
con pazienza, crea l’armonia terrestre, trovando per ogni vegetale ed ogni
animale il posto più consono alla sua esistenza.
v.15-21: È una strofa pervasa da
pungente ironia. Il lavoro dell’uomo,
infatti, ha come unico scopo quello di distruggere il creato. La sua opera è
sottolineata da una terminologia fortemente negativa: tagliò, sventrò, abbattè, prosciugò, steminò. I verbi sono tutti ossitoni e creano
nei versi un ritmo ascendente che dà il senso della
drammaticità.
v.22-27: La strofa sottolinea,
con insistente ironia, il risultato del lavoro umano: il deserto e il silenzio. La diversità di vite così varie viene
vanificata dall’ottusità e dalla cupidigia dell’uomo. Fortemente pessimistico il verso regnarono in perpetuo, che dà l’idea di un processo irreversibile e
l’uomo aveva assolto / la sua missione,
che ridicolizza l’azione umana.
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