La poesia ha come tema di fondo
una Natura che si ribella ai soprusi commessi dall’uomo che troppo spesso
abusa, per raggiungere i propri scopi, della sua benevolenza. Per la sua
vendetta, la Natura si serve di una frana che precipita sulla diga e distrugge
completamente il paese.
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Si udì,
sul finìr
della notte,
un suono sinistro.
Partorita
dalla
montagna
troppo
a lungo ferita,
gran
mole di terra
si
riversò sulla diga.
Come terribile ordigno,
un’onda gigantesca
esplose sui tetti
del povero paese
ancora addormentato.
Lo
spuntàr
del
nuovo dì
vide
soltanto
un’immensa
distesa di fango,
chè
tutto aveva travolto
la
potenza della Natura.
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Metrica: Quattro strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: Enuncia il tema di fondo.
v.1-9: Tutta la poesia è costruita con verbi al perfetto per
sottolineare
un dato di fatto incontrovertibile. Due sono ossitoni,
si udì e riversò per creare un ritmo ascendente e
rimarcare la velocità e la drammaticità dell’evento. Il disastro avviene
nella notte, quando tutti sono a
dormire, e quindi l’uomo è ancora più indifeso. Sinistro è un aggettivo che da sempre ha
avuto un’accezione negativa. Qui il suono
sinistro annuncia la tragedia. La montagna
è antropomorfizzata ed è paragonata ad una partoriente che non genera un
figlio, ma una calamità, simboleggiata da gran
mole di terra. Gran mole seguita
da si riversò, ingigantisce la tragedia. Si
riversò indica un movimento dall’alto verso il basso, come la fatidica tegola
che ti cade sulla testa.
v.10-14: La strofa si apre con
una similitudine: l’onda è come un terribile ordigno che devasta il paese. Il verbo esplose evoca l’immane rumore prodotto dalla frana. Sui
si ricollega e amplifica il significato del verbo si riversò, come se, anche la Divinità, volesse dall’alto partecipare
alla punizione dello scellerato comportamento umano, ma facendoci anche
capire che la mistura di acqua e fango
sommerge inesorabilmente tutto. Povero
sottolinea la commozione del poeta per
il dolore di chi ha subito un e vento
così disastroso.
v.15-20: Gli ultimi versi sono
lasciati alle riflessioni di Palazzini che rimane attonito di fronte ad un
simile spettacolo. La luce del giorno evidenzia, in tutta la sua drammaticità,
l’immane tragedia simboleggiata dalla distesa
di fango. Niente può opporsi alla forza travolgente della Natura.
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