martedì 25 ottobre 2016

la vendetta

La poesia ha come tema di fondo una Natura che si ribella ai soprusi commessi dall’uomo che troppo spesso abusa, per raggiungere i propri scopi, della sua benevolenza. Per la sua vendetta, la Natura si serve di una frana che precipita sulla diga e distrugge completamente il paese.

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Si udì,
sul finìr
della notte,
un suono sinistro.
Partorita
dalla montagna
troppo a lungo ferita,
gran mole di terra
si riversò sulla diga.
Come terribile ordigno,
un’onda gigantesca
esplose sui tetti
del povero paese
ancora addormentato.
Lo spuntàr
del nuovo dì
vide soltanto
un’immensa distesa di fango,
chè tutto aveva travolto
la potenza della Natura.

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: Enuncia il tema di fondo.
v.1-9: Tutta  la poesia  è costruita  con verbi  al perfetto per
sottolineare un  dato di fatto  incontrovertibile. Due sono ossitoni,
si udì e riversò per creare un ritmo ascendente e rimarcare la velocità e la drammaticità dell’evento. Il disastro avviene nella notte, quando tutti sono a dormire, e quindi l’uomo è ancora più indifeso. Sinistro è un aggettivo che da sempre ha avuto un’accezione negativa. Qui il suono sinistro annuncia la tragedia. La montagna è antropomorfizzata ed è paragonata ad una partoriente che non genera un figlio, ma una calamità, simboleggiata da gran mole di terra. Gran mole seguita da si riversò, ingigantisce la tragedia. Si riversò indica un movimento dall’alto verso il basso, come la fatidica tegola che ti cade sulla testa.
v.10-14: La strofa si apre con una similitudine: l’onda è come un terribile ordigno che devasta il paese. Il verbo esplose evoca l’immane rumore prodotto dalla frana. Sui si ricollega e amplifica il significato del verbo si riversò, come se, anche la Divinità, volesse dall’alto partecipare alla punizione dello scellerato comportamento umano, ma facendoci anche capire che la mistura di acqua e fango sommerge inesorabilmente tutto. Povero sottolinea la commozione del poeta per il dolore di chi ha subito un e vento così disastroso.
v.15-20: Gli ultimi versi sono lasciati alle riflessioni di Palazzini che rimane attonito di fronte ad un simile spettacolo. La luce del giorno evidenzia, in tutta la sua drammaticità, l’immane tragedia simboleggiata dalla distesa di fango. Niente può opporsi alla forza travolgente della Natura.


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