La poesia ipotizza un tempo
lontano in cui non esisteva la proprietà privata e la vita dell’uomo era
sicuramente più tranquilla.
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Vi fu
di certo
un tempo
assai lontano,
quando il possesso
ancòr
non era in uso
e l’armonia
regnava incontrastata,
ma
un giorno
disse
un Tizio:
-
Questo è mio. -
Bastò
quella parola
a
scatenàr
l’inizio
della
fine.
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Metrica:
Due strofe con versi liberi e enjambement.
Titolo:
È il tema di fondo.
v.1-9:
La strofa presenta un mondo idilliaco ambientato in un tempo
indeterminato e quasi irreale assai lontano, in cui a stento si
può credere che possa regnare l’armonia tra gli uomini. Forse il fatto
che non esista ancora la proprietà privata non era in uso, giustifica
la mancanza della cupidigia e della insaziabilità umana che procureranno in
seguito non pochi guai.
v.10-16:
La seconda strofa evidenzia, in tutta la sua tragicità, le conseguenze che possono
derivare dall’aver pronunciato una semplice parola: mio. Il mondo
è destinato a perdere per sempre la sua armonia e a conoscere guerre e
devastazioni che imprimeranno all’intera umanità un nuovo cammino fatto di
sofferenza e di dolore. A ciò allude il verbo scatenàr che, insieme alla
parola fine, chiude la poesia con un tono fortemente pessimistico che
non lascia purtroppo aperta nessuna speranza di tornare all’antico stato. Inizio
e fine sono un ossimoro.
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