mercoledì 26 ottobre 2016

la notte

È una  poesia dove  appare,  in tutta  la sua tragicità, la pessima concezione che Palazzini ha dell’uomo.

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Vi fu di certo un’era assai lontana
quando la notte non seguiva il dì
e il sole sempre in cielo se ne stava.
Non c’era allòr del gallo il fiero canto
           perché l’aurora non sorgeva ancora,
           né il metallico suon della campana
           annunciante lo scender della sera,
           ma in questo vasto quadro naturale,
così ricco di piante ed animali,
mancava qualcheccosa di eclatante,
di veramente grande, e strabiliante.
           Allora disse il Nume: - Faccio l’uomo,-
           ma non fu certamente gran consiglio,
           poiché d’allora in poi ci fu la notte.

Metrica: Sonetto in endecasillabi sciolti con enjambement.
Titolo: È il nefasto simbolo dell’azione umana.
v.1-14: La poesia evoca unera molto lontana in cui ancora notte e non si alternavano e regnava perennemente la luce il sole sempre in cielo se ne stava. In questo mondo lontano e quasi surreale mancavano anche alcuni momenti della giornata che oggi ci sono familiari come l’alba e il tramonto qui simboleggiati dal canto del gallo e dal suono della campana che annuncia il vespro. Si tratta di una realtà quasi idilliaca che ricorda la tranquillità e la pace del Paradiso Terrestre. È come se un esperto artista avesse dipinto un grande quadro con i colori caldi dell’estate in cui però compaiono solo piante ed animali. Forse il pittore si era dimenticato di mettere un indiscutibile protagonista: luomo che viene presentato con un tono fortemente ironico dato dall’aggettivazione eccessivamente positiva eclatante / geniale e strabiliante. Il nostro pittore è chiaramente il Nume che si accorge della dimenticanza e provvede immediatamente, ma così facendo, a causa della sconsiderata azione dell’uomo, mette in moto un meccanismo di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze. Consiglio va inteso nel suo significato originale, cioè decisione. Appare abbastanza evidente la simbologia della luce e del buio che rappresentano i due estremi dell’azione umana, il bene che purtroppo è perseguito da pochi e il male che nella ‛filosofia’ di Palazzini è una costante nella maggioranza dell’umanità che per questo è identificata con la notte.


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