È una poesia dove appare, in tutta la sua tragicità, la pessima concezione che
Palazzini ha dell’uomo.
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Vi fu di certo un’era
assai lontana
quando la notte non
seguiva il dì
e il sole sempre in cielo
se ne stava.
Non c’era allòr del gallo
il fiero canto
perché l’aurora non sorgeva
ancora,
né il metallico suon della campana
annunciante lo scender della sera,
ma in questo vasto quadro
naturale,
così ricco di piante ed
animali,
mancava qualcheccosa di
eclatante,
di veramente grande, e
strabiliante.
Allora disse il Nume: - Faccio
l’uomo,-
ma non fu certamente gran
consiglio,
poiché d’allora in poi ci fu la
notte.
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Metrica:
Sonetto in endecasillabi sciolti con enjambement.
Titolo:
È il nefasto simbolo dell’azione umana.
v.1-14:
La poesia evoca un’era molto lontana in cui ancora notte
e dì non si alternavano e regnava perennemente la luce il sole
sempre in cielo se ne stava. In questo mondo lontano e quasi
surreale mancavano anche alcuni momenti della giornata che oggi ci sono
familiari come l’alba e il tramonto qui simboleggiati dal canto del gallo
e dal suono della campana che annuncia il vespro. Si tratta di una
realtà quasi idilliaca che ricorda la tranquillità e la pace del Paradiso
Terrestre. È come se un esperto artista avesse dipinto un grande quadro
con i colori caldi dell’estate in cui però compaiono solo piante ed animali.
Forse il pittore si era dimenticato di mettere un indiscutibile protagonista:
l’uomo che viene presentato con un tono fortemente ironico dato
dall’aggettivazione eccessivamente positiva eclatante / geniale e
strabiliante. Il nostro pittore è chiaramente il Nume che si accorge
della dimenticanza e provvede immediatamente, ma così facendo, a causa della
sconsiderata azione dell’uomo, mette in moto un meccanismo di cui ancora
oggi paghiamo le conseguenze. Consiglio va inteso nel suo significato
originale, cioè decisione. Appare abbastanza evidente la simbologia della
luce e del buio che rappresentano i due estremi dell’azione umana, il bene che
purtroppo è perseguito da pochi e il male che nella ‛filosofia’ di Palazzini è
una costante nella maggioranza dell’umanità che per questo è identificata con la
notte.
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