LA CASA SULLA SCOGLIERA
È una delle tante liriche
dedicate al rapporto sempre conflittuale tra
l’uomo e la Natura matrigna.
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Un assordante silenzio
regnava ormai
nella casa
in cima alla scogliera,
ma
un tempo
le
note
dei
grandi valzer
riempivan
le
vaste stanze,
giungendo
fino
al mare,
e gli invitati
salutavan,
ballando,
il nuovo lume.
Poi
una
notte,
un
tremendo boato
fece
tremàr
le
fondamenta,
e tutto
finì
nella rovina.
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Metrica:
Cinque strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo:
È l’apparente tema di fondo.
v.1-4: Come avviene nella maggioranza delle
poesie di Palazzini, anche in questa non ci sono riferimenti precisi, ma tutto
è lasciato nel vago. Al poeta infatti non interessano i singoli casi, ma le
situazioni di carattere generale. Non si sa dove sia la scogliera, né
a chi appartenga la casa, né quando si è svolto il fatto. L’unico dato
certo è l’assordante silenzio (ossimoro) che ci fa capire che è
accaduta una grande calamità che ha reso la casa inabitabile. In
cima evoca la grandiosità dell’edificio, richiamata anche al v. 9 dalle vaste stanze.
v.5-15:
Le due strofe mettono in evidenza la vita
frenetica dedicata alla danza le note / dei grandi valzer, che si svolgeva
nelle sue stanze, ormai vaga
memoria. Il ballo allietava la notte degli invitati, ma
teneva compagnia anche al mare, giungendo
/ fino al mare. Il nuovo lume è una metafora per giorno.
v.16-23:
Le ultime due strofe rappresentano il trionfo della Natura matrigna che non
permette mai all’uomo di essere troppo a lungo felice. Un terremoto un
tremendo boato (metafora), distrugge la casa, fece tremàr /
le fondamenta, e pone fine alla vita spensierata degli invitati.
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