È una lirica dal sapore
profondamente pessimistico che ha come tema di fondo la morte, allegoricamente
rappresentata dalla barca della notte. Da qui il titolo.
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Nera,
più nera
del buio più profondo,
silente
naviga
la barca della notte.
Come
turbine
che
tutto travolge
nella
sua rovina,
avidamente
pesca
nell’inerme
mare
della
vita.
Ad una ad una,
implacabile,
carpisce
le sue prede
e non v’è scampo,
perchè
incessante
è la sua fame.
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Metrica:
Tre strofe di varia lunghezza con versi liberi enjambement.
v.1-6:
La lirica è caratterizzata sin dai primi versi da colori scuri nera,
buio, notte, che introducono il clima pessimistico che domina tutta
la poesia. La morte non si annuncia con gesti eclatanti, arriva in modo
subdolo silente, anche se i suoi effetti sono poi disastrosi.
L’aggettivo nera, ripetuto due volte, è il colore che l’immaginario
collettivo dà alla morte e allude ai molti lutti che essa provoca.
v.7-13:
La strofa si apre con una similitudine che evoca la sua potenza devastatrice turbine
(metafora), contro la quale gli esseri viventi il mare della vita (metafora), non
hanno possibilità di difesa inerme.
v.14-
21: La morte non ha fretta nell’individuare ad una ad una /
le sue prede che non avranno comunque scampo poiché la sua
fame è inarrestabile incessante. Molto colorito il verbo carpisce
che sottolinea il modo spesso violento e fraudolento con cui la morte colpisce
le sue vittime.
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