mercoledì 26 ottobre 2016

inutile attesa

La poesia è incentrata sull’aspettativa di un evento simboleggiato dal sorgere del Sole. In realtà, come espresso dal titolo che dà il tema di fondo, la speranza dell’uomo che la sua vita possa cambiare, è solo un’inutile attesa, e quindi, un’illusione.

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Camminava un uomo
nel buio della notte
a testa china. 
        A volte,
        alzando il volto, 
        l’orizzonte scrutava
        per carpire dell’alba 
il nuovo lume. 
Ma trascorreva il tempo
senza luce, 
e non sorgeva il Sole, 
non sorgeva! 
        ...E la speranza sua 
        divenne vana! 

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-8: Protagonista della poesia è un uomo qualunque che, insonne, cammina nella notte. La lirica non vuol rappresentare un evento reale, ma emblematico. L’uomo che cammina nel buio della notte è il simbolo dell’umanità che non vede uno spiraglio di luce che la liberi dalle sue tristi condizioni di vita. La testa china indica il peso delle sue sofferenze. Il sorgere del Sole e il nuovo lume sono l’allegoria della sua vana speranza. Lo scrutare e il carpire danno l’idea dell’anelito umano al cambiamento.
v.9-14: Il ma, posto in posizione preminente, all’inizio del verso, toglie decisamente ogni illusione. La ripetizione del verbo negativo non sorgeva indica la disperata constatazione dell’uomo che, ancora una volta, le sue aspettative sono state deluse. La poesia termina  con la  solita  considerazione  del poeta  in  chiave ironico - pessimistica …E  la speranza sua / divenne vana.


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