È una delle rare poesie
autobiografiche. Il tema di fondo è dato dalla casa natale, il paterno ostello,
e dai ricordi della giovinezza e di parte della maturità. Il poeta nei primi
versi della lirica si lascia trasportare dai lieti ricordi della spensierata
gioventù che però lasciano il posto, nella seconda parte, alle delusioni della
maturità e al dramma della perdita dei genitori. La poesia si chiude con un
disperato grido, quasi una rivalsa nei
confronti della Natura matrigna e dell’oblio che tutto cancella inesorabilmente.
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Sempre cara sarà questa
magione,
dove, lontano un dì, vidi
i natali
e pargoletto ancòr lieto
e beato,
di mia vita trascorsi il
più bel fiore.
Quali pensieri, e che speranze e gioie,
bugiardo il Fato allòr mi prometteva!
Così trascorse il tempo, e senza affanno.
E poi vendetta avesti, o ria Natura,
ch’ entrambi i miei
parenti tu rapisti,
ma la memoria non potesti
avere:
così, giammai l’oblio
vincerà ’l tempo,
nè mai morrà dei
Palazzini il nome!
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Metrica: Poesia composta da tre
quartine con versi endecasillabi sciolti e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo.
v.1-4: Magione: termine arcaico per casa. In questa strofa il poeta, ormai
maturo, rievoca con commozione la casa in cui nacque e trascorse la
fanciullezza. L’aggettivo cara ricorda
gli affetti vissuti da sempre. Il più bel fiore è una metafora per
giovinezza.
v.5-7: Viene introdotto in questa
seconda strofa uno dei temi più cari al poeta, quello del Fato bugiardo e ingannatore che sembra
promettere una vita tranquilla e
spensierata, ma poi riserva soltanto amarezze e dolori. La Natura, come sempre
malvagia, ria, si vendica e si riprende con gli
interessi l’ingannevole felicità che ha
regalato.
v.8-12: La poesia si chiude,
infatti, con l’inevitabile rivincita della Natura matrigna che si accanisce verso i genitori, strappandoli
all’affetto del poeta. Parenti è un
latinismo. Palazzini lancia negli ultimi due versi un disperato grido al tempo e all’oblio, ma sa bene che ciò che invoca non si realizzerà, perchè
tutto cancella il tempo e tutto
traveste l’oblio, anche la memoria (
ricordo, metafora).
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