mercoledì 26 ottobre 2016

il paterno ostello

È una delle rare poesie autobiografiche. Il tema di fondo è dato dalla casa natale, il paterno ostello, e dai ricordi della giovinezza e di parte della maturità. Il poeta nei primi versi della lirica si lascia trasportare dai lieti ricordi della spensierata gioventù che però lasciano il posto, nella seconda parte, alle delusioni della maturità e al dramma della perdita dei genitori. La poesia si chiude con un disperato grido, quasi una rivalsa  nei confronti della Natura matrigna e dell’oblio che tutto cancella inesorabilmente.

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Sempre cara sarà questa magione,
dove, lontano un dì, vidi i natali
e pargoletto ancòr lieto e beato,
di mia vita trascorsi il più bel fiore.
            Quali pensieri, e che speranze e gioie,
            bugiardo il Fato allòr mi prometteva!
            Così trascorse il tempo, e senza affanno.
            E poi vendetta avesti, o ria Natura,
ch’ entrambi i miei parenti tu rapisti,
ma la memoria non potesti avere:
così, giammai l’oblio vincerà ’l tempo,
nè mai morrà dei Palazzini il nome!

Metrica: Poesia composta da tre quartine con versi endecasillabi sciolti e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo.
v.1-4: Magione: termine arcaico per casa. In questa strofa il poeta, ormai maturo, rievoca con commozione la casa in cui nacque e trascorse la fanciullezza. L’aggettivo cara ricorda gli affetti vissuti da sempre. Il più bel fiore è una metafora per giovinezza.
v.5-7: Viene introdotto in questa seconda strofa uno dei temi più cari al poeta, quello del Fato bugiardo e ingannatore che sembra promettere una vita tranquilla e spensierata, ma poi riserva soltanto amarezze e dolori. La Natura, come sempre malvagia,  ria, si vendica e si riprende con gli interessi  l’ingannevole felicità che ha regalato.

v.8-12: La poesia si chiude, infatti, con l’inevitabile rivincita della Natura matrigna che si accanisce verso i genitori, strappandoli all’affetto del poeta. Parenti è un latinismo. Palazzini lancia negli ultimi due versi un disperato grido al tempo e all’oblio, ma sa bene che ciò che invoca non si realizzerà, perchè tutto cancella il tempo e tutto traveste loblio, anche la memoria ( ricordo, metafora). 

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