È una delle poesie che hanno come tema di fondo
la Natura matrigna. Il poeta si
domanda perché è stato creato un regno così
grande. Da qui il titolo.
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Miracolo e mistero
la Natura:
come
può esser
che
da un picciol seme
possa
nascer
una
pianta così grande,
che tanto vasta
e tanto varia
sia la dimensione
del Creato?
Io
che
son poeta
l’ho
capito:
tu l’hai creato
apposta,
o ria Natura,
per sbizzarrirti
come più ti piace!
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Metrica:
Cinque strofe di varia lunghezza con
versi liberi e
enjambement.
v.1-2:
La lirica inizia con la constatazione di Palazzini della grandiosità del Creato,
visto allo stesso tempo, come miracolo e
mistero: miracolo per la varietà e la quantità degli esseri viventi,
mistero perché rimangono incomprensibili la malvagità e la grandiosità
dell’azione della Natura matrigna.
v.3-10:
Il poeta si pone delle domande che sembrano banali, ma che in realtà investono
una delle tematiche che, da sempre, hanno assillato l’umanità: scoprire il mistero
che guida le sorti del mondo, qui simboleggiato dal picciol seme,
dalla pianta grande e dalla dimensione così grandiosa del Creato.
Picciol seme e pianta grande sono allo stesso tempo un chiasmo e
un ossimoro.
v.11-18:
Dove non arriva la scienza, arriva l’intuito poetico: la Natura si è
creata un suo regno per poter fare e disfare, e per poter soddisfare la
sua indole malvagia ria, infierendo a suo piacimento sbizzarrirti
sugli esseri viventi.
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