mercoledì 26 ottobre 2016

il regno della natura

È  una delle poesie che hanno come tema di fondo la Natura matrigna. Il poeta si domanda perché è stato creato un regno così grande. Da qui il titolo.

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Miracolo e mistero
la Natura:
come può esser
che da un picciol seme
possa nascer
una pianta così grande,
che tanto vasta
e tanto varia
sia la dimensione
del Creato?
Io
che son poeta
l’ho capito:
tu l’hai creato
apposta,
o ria Natura,
per sbizzarrirti
come più ti piace!

Metrica:  Cinque strofe di varia lunghezza con versi liberi e
enjambement.
v.1-2: La lirica inizia con la constatazione di Palazzini della grandiosità del Creato, visto allo stesso tempo, come miracolo e  mistero: miracolo per la varietà e la quantità degli esseri viventi, mistero perché rimangono incomprensibili la malvagità e la grandiosità dell’azione della Natura matrigna.
v.3-10: Il poeta si pone delle domande che sembrano banali, ma che in realtà investono una delle tematiche che, da sempre, hanno assillato l’umanità: scoprire il mistero che guida le sorti del mondo, qui simboleggiato dal picciol seme, dalla pianta grande e dalla dimensione così grandiosa del Creato. Picciol seme e pianta grande sono allo stesso tempo un chiasmo e un ossimoro.
v.11-18: Dove non arriva la scienza, arriva l’intuito poetico: la Natura si è creata un suo regno per poter fare e disfare, e per poter soddisfare la sua indole malvagia ria, infierendo a suo piacimento sbizzarrirti sugli esseri viventi.


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