giovedì 27 ottobre 2016

il diluvio

È una delle  varie liriche che  svolgono il tema  del rapporto tra l’uomo e la Divinità. È questo il Dio dell’Antico Testamento che, armato di spada, punisce i peccati  dell’umanità senza misericordia. In questo  caso  viene  ricordato, in  pochi  versi, l’episodio biblico del diluvio universale che annienta tutti gli esseri viventi.

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Il Cielo, già gravido
di gelido vapore,
riversò sulla terra
la Collera Divina
finchè tutto fu sommerso.
            Per un attimo,
            un raggio furtivo di luna
            illuminò
            l’ala bianca
            d’un gabbiano,
forse perso
in quel gran mare,
e poi
solo si udì
un silenzio infinito.

Metrica: Tre strofe di cinque versi liberi e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo.
v.1-5: I primi due versi, con gli aggettivi gravido e gelido, ci fanno capire che sta per accadere qualcosa di eccezionale. La Collera Divina è quella di un padre che non perdona gli errori dei propri figli, ma li punisce senza pietà. Riversò sottolinea la grandezza dell’ira di Dio e la grandiosità del diluvio. La scena è solo evocata con poche parole e la vicenda si svolge in modo molto repentino: tutto viene inesorabilmente sommerso.
v.6-12: La luna che fa capolino con un raggio furtivo, quasi
rubato all’oscurità, lala bianca / dun gabbiano e il verbo illuminò, fanno sperare per un attimo, ma solo  per un attimo, che la tragedia possa essere evitata. Perso, poichè in quella gran mole d’acqua, non sa più orientarsi.
v.13-15: Poi l’inevitabile avviene e il silenzio infinito sta ad
indicare che Dio ha avuto la sua vendetta. Si udì e silenzio sono un ossimoro. Tutti i verbi sono al perfetto ad indicare un fatto ormai compiuto ed incontrovertibile.


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