È una delle varie liriche che svolgono il tema del rapporto tra l’uomo
e la Divinità. È questo il Dio dell’Antico Testamento che, armato di spada,
punisce i peccati dell’umanità senza
misericordia. In questo caso viene ricordato,
in pochi versi, l’episodio biblico del diluvio universale che
annienta tutti gli esseri viventi.
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Il Cielo, già gravido
di gelido vapore,
riversò sulla terra
la Collera Divina
finchè tutto fu sommerso.
Per un attimo,
un raggio furtivo di luna
illuminò
l’ala bianca
d’un gabbiano,
forse perso
in quel gran mare,
e poi
solo si udì
un silenzio infinito.
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Metrica: Tre strofe di cinque
versi liberi e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo.
v.1-5: I primi due versi, con gli
aggettivi gravido e gelido, ci fanno capire che sta per
accadere qualcosa di eccezionale. La Collera
Divina è quella di un padre che non perdona gli errori dei propri figli, ma
li punisce senza pietà. Riversò
sottolinea la grandezza dell’ira di Dio e la grandiosità del diluvio. La scena è solo evocata con
poche parole e la vicenda si svolge in modo molto repentino: tutto viene inesorabilmente sommerso.
v.6-12: La luna che fa capolino con un
raggio furtivo, quasi
rubato
all’oscurità, l’ala bianca / d’un gabbiano e il verbo illuminò, fanno sperare per un attimo, ma solo per un
attimo, che la tragedia
possa essere evitata. Perso, poichè
in quella gran mole d’acqua, non
sa più orientarsi.
v.13-15: Poi l’inevitabile avviene e il silenzio
infinito sta ad
indicare
che Dio ha avuto la sua vendetta. Si udì
e silenzio sono un ossimoro. Tutti i
verbi sono al perfetto ad indicare un fatto ormai compiuto ed
incontrovertibile.
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