giovedì 27 ottobre 2016

apparenza e realtà

La lirica è la risposta del poeta ad un giovane allievo che gli chiede come deve rapportarsi con il suo prossimo.

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Le cose
non son mai
quello che sembrano.
Da sempre
sono state
quel che sono,
perciò
non ti fidàr
dell’apparenza
che è ben lontana
dalla verità,
non ascoltàr
chi si dichiara
amico,
perché l’uomo
per sua natura
è ingannatore,
stai sempre in guardia,
rifletti prima molto
e poi decidi:
forse,
solo così
ti salverai!

Metrica: Sette strofe di varia lunghezza con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo della lirica e costituisce un ossimoro.
v.1-6: La poesia si apre con un’ affermazione categorica, mista di realismo e di pessimismo. Le vicende della vita hanno portato Palazzini a non fidarsi mai delle apparenze. Egli ha sperimentato  sulla sua  pelle che le cose / non son mai  come desidereremmo che fossero, ma sono in realtà molto diverse.
v.7-20: Da questa premessa scaturiscono alcuni consigli dell’autore al suo giovane amico, dettati dall’esperienza e dal buon senso. È indispensabile sapèr distinguere l’apparenza / dalla verità, guardarsi da chi si dichiara / amico, ma lo è solo per convenienza. Luomo è infatti per sua natura malvagio e non esita ad usare l’inganno pur di raggiungere i suoi fini. È necessario, perciò, avere un comportamento sempre guardingo e riflettere molto prima di prendere qualsiasi decisione.
v.21-23: Nonostante tutte le precauzioni che si possono mettere in atto, non c’è mai nessuna certezza nella nostra vita: la salvezza rimane pur sempre una mera possibilità. Per questo la poesia termina con un vago forse che esprime, ancora una volta, la visione pessimistica che Palazzini ha dell’esistenza.


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