La lirica è la risposta del poeta
ad un giovane allievo che gli chiede come deve rapportarsi con il suo prossimo.
|
1
5
10
15
20
|
Le cose
non son mai
quello che sembrano.
Da
sempre
sono
state
quel
che sono,
perciò
non ti fidàr
dell’apparenza
che è ben lontana
dalla verità,
non
ascoltàr
chi
si dichiara
amico,
perché l’uomo
per sua natura
è ingannatore,
stai
sempre in guardia,
rifletti
prima molto
e
poi decidi:
forse,
solo così
ti salverai!
|
Metrica:
Sette strofe di varia lunghezza con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
È il tema di fondo della lirica e costituisce un ossimoro.
v.1-6:
La poesia si apre con un’ affermazione categorica, mista di realismo e di
pessimismo. Le vicende della vita hanno portato Palazzini a non fidarsi mai
delle apparenze. Egli ha sperimentato sulla
sua pelle che le cose / non
son mai come desidereremmo che
fossero, ma sono in realtà molto diverse.
v.7-20:
Da questa premessa scaturiscono alcuni consigli dell’autore al suo giovane
amico, dettati dall’esperienza e dal buon senso. È indispensabile sapèr
distinguere l’apparenza / dalla verità, guardarsi da chi si
dichiara / amico, ma lo è solo per convenienza. L’uomo è
infatti per sua natura malvagio e non esita ad usare l’inganno pur di
raggiungere i suoi fini. È necessario, perciò, avere un comportamento sempre
guardingo e riflettere molto prima di prendere qualsiasi decisione.
v.21-23:
Nonostante tutte le precauzioni che si possono mettere in atto, non c’è mai
nessuna certezza nella nostra vita: la salvezza rimane pur sempre una mera
possibilità. Per questo la poesia termina con un vago forse che esprime,
ancora una volta, la visione pessimistica che Palazzini ha dell’esistenza.
Nessun commento:
Posta un commento