giovedì 27 ottobre 2016

ale il grande

È una poesia dedicata ad Alessandro Grotti, il figlio dei cugini, un bimbo molto simpatico e vivace con il quale il poeta ha instaurato un rapporto di simpatia e ingenua complicità.

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Di certo
tra noi
gran simpatia
s’è generata,
ma forse
non puoi sapèr
quanto m’aggradi
la tua squillante voce
che mi chiama:
- Maio, Maio, -
e poi il tuo sguardo,
che cerca
la mia complicità
nel tuo giocare.
Beato stato è codesto
che vive
l’innocente candòr
dell’età bella.
Rimani ancòr così,
piccolo uomo,
che or sei grande!

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È il nome accorciato con il quale viene normalmente chiamato Alessandro.
v.1-14: La lirica inizia con una affermazione che indica uno stato di fatto di certo, la reciproca simpatia tra il poeta e il bimbo. La sua voce squillante manifesta la gioia di vivere e di relazionarsi con gli adulti dai quali, attraverso il gioco, può imparare cose nuove e interessanti per il suo futuro.
v.15-21: Le ultime due strofe sono il commento del poeta alla vita del piccolo Ale che sta assaporando il momento più bello della sua esistenza l’età bella (metafora), fatta di innocenza e candore, perciò Palazzini gli augura di rimanere in quello stato il più a lungo possibile, perché è proprio l’esser bambino che lo rende grande.


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