La poesia si prefigura la fine
del mondo causata da un terribile evento.
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Dopo
il terribile evento
si capì
che la fine
era arrivata.
Anche
le Stelle,
per
un momento,
ebber
a
compassiòn
l’umana
sorte,
e,
nella notte,
piansero
lacrime
di fuoco.
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Metrica:
Tre strofe di cinque versi a schema libero con enjambement.
Titolo:
Rappresenta metaforicamente le lacrime.
v.1-5:
La poesia è animata da un forte pessimismo alimentato anche dal clima di
mistero che enuncia, ma non spiega. Non si sa, infatti, quale sia il
terribile evento, forse procurato dal comportamento umano, che comunque è
stato così grande da determinare la fine del mondo. Si tratta tuttavia
di un avvenimento che non lascia aperta nessuna speranza, sottolineato anche
dai verbi, tutti al perfetto, che indicano uno stato di fatto
incontrovertibile. L’uso dell’articolo determinativo (il) invece
di quello indeterminativo (un), ci fa capire che si tratta di un evento
noto e circostanziato. Forse per questo l’autore non ce lo spiega, o forse
perché vuole lasciarlo all’immaginazione del lettore.
v.6-15:
Le Stelle rappresentano la Divinità che, per un momento, ma
solo per un momento, sembra commuoversi di fronte al
dramma umano e provarne compassione, ma le sue lacrime
sono di fuoco, a sottolineare, ancora una volta, il carattere duro e vendicativo del Dio dell’Antico Testamento. Il verbo caddero, che indica
un movimento dall’alto verso il basso, ci fa ipotizzare, che forse, come di
solito accade, si tratti di una punizione divina.
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