martedì 25 ottobre 2016

la grande storia

È una lirica in cui il poeta, stimolato da un ipotetico interlocutore, dà una sua visione della storia, che non è quella fatta dai potenti, ma dalle persone semplici.

1



5




10




15




20
- Chi fa la storia grande?-
tu domandi,
ed io che son poeta
ti rispondo:
- Certamente
non Cesare o Pompeo,
né il sommo Garibaldi
o il buon Mazzini,
ma il pover’ uomo
che fatica assai
per sbarcare il lunario
di ogni dì.
La sua è una dura lotta
contro il Fato,
contro le avversità
della Natura,
contro l’incalzante vecchiaia
e i mille affanni. 
Lui si
che veramente è grande,
e avèr dovrebbe
un posto nella storia!-

Metrica: Cinque strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È decisamente ironico.
v.1-4: Il poeta immagina di avere un ipotetico interlocutore che gli chiede di esprimere una sua opinione sulla storia, quella veramente grande, fatta di gesti eroici.
v.5-18: Dalla risposta che l’autore dà, si evidenzia chiaramente che il suo concetto di storia si allontana notevolmente da quello tradizionale. La storia a cui pensa Palazzini non è quella dei grandi che si trovano sui libri di scuola, qui schematicamente rappresentati da Cesare, Pompeo, Garibaldi e Mazzini, ma dalle persone apparentemente insignificanti, per le quali la lotta per la vita è veramente dura ed estenuante sbarcare il lunario (metafora per sopravvivere). Le avversità sono rappresentate simbolicamente dal Fato, la Natura, la vecchiaia, gli affanni.
v.19-22: La lirica termina con il consueto commento di Palazzini che si schiera decisamente dalla parte degli umili per i quali si dovrebbero aprire le pagine dei libri di storia, perché la loro vita che lotta contro tutte le avversità / è veramente grande.


Nessun commento:

Posta un commento