È una poesia che vuole
rappresentare, attraverso l’allegoria del viaggiatore e del treno, il cammino
della vita dell’uomo. Da qui il titolo.
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Il viaggiatòr
che sale
su quel treno,
percorre una strada
molto stretta.
Sbuffando
e
ansimando
avanza
ora
lento
ora
veloce,
attraversa
fiumi, colline,
monti e valli.
Fa una sola fermata:
al capolinea.
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Metrica:
Tre strofe di cinque versi a schema libero
con enjambement.
v.1-5:
La poesia è volutamente costruita sull’interrelazione tra il viaggiatore e il
treno che sono i soggetti logici di tutte le strofe. Il viaggiatore
rappresenta l’uomo che, fin dalla nascita, sale sul treno della vita. La
strada è quindi il simbolo del cammino che l’umanità deve percorrere
nella sua esistenza e il fatto che sia molto stretta, riferito al treno,
allude concretamente alla misura dei binari e, riferito all’uomo, simboleggia allegoricamente le difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana.
v.6-15:
Sbuffando/e ansimando rimarcano la fatica e i disagi dell’esistenza,
simboleggiati da fiumi e colline / monti e valli,
che si devono affrontare durante questo viaggio che scorre inevitabilmente
tra alti e bassi ora lento, ora veloce. Il cammino del
viaggiatore e del treno si identificano: entrambi hanno un’unica fermata
il capolinea che simboleggia per l’uomo la morte e quindi la fine del
viaggio della vita.
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